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Corriere Telematico numero 2 - novembre 1993

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 Anno II      輻賽 輻賽 幡霜 幡霜  幡賽 幡霜 幡賽      
 Numero 2             白輻 白輻  幡   白輻 幡        
 Novembre 93  霜複 霜複        白複    白複      
                                                         
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** IN QUESTO NUMERO:

Editoriale  - by Tiny Tiger                       Riga 49

Il Mondo delle BBS
  La messagistica - By Runaway                    Riga 182
  Le BBS: una marcia in piu' - By Piperita Patty  Riga 234

Hardware - by Satoru
  Il Multitasking                                 Riga 363

Software chiavi in mano - by Mak
  3D Studio                                       Riga 510

Programmazione - by Zeno
  Corso semiserio di C                            Riga 562

Musica - by Kappa
  Joe Satriani in concerto                        Riga 666
  Van Halen in concerto                           Riga 698

Terzapagina - by Frank Castle
  La realta' virtuale                             Riga 741

Sports
  Il Footbal americano - by Captain Britain       Riga 817


Lettere al Corriere Telematico - By The Spy       Riga 892

L'ultimo
  Uomini o computers ? - By The Spy               Riga 899

Redazione                                         Riga 931



** EDITORIALE

Talvolta mi domando per  quale strana perversione mi ritrovo
a fare la sysop, rivestendo un  ruolo  che  per  la  maggior
parte  delle  volte appartiene a giovani uomini, per lo piu'
studenti o  programmatori,  io  quasi  sola  in  un mondo di
esperti di modems e codici, io  che  non  so  neanche  usare
tanto  bene il Dos e che se mi tolgono il Norton Commander e
il Deskview non so piu' dove sbattermi la testa e che quando
un utente mi fa  una  domanda  tecnica,  il piu' delle volte
"sbatto gli occhioni con aria ingenua".  E tutte le volte mi
rispondo: perche' mi piace la gente, mi piace parlare con la
gente, perche' la gente puo' essere  meravigliosa  anche  se
noi  ormai,  abituati ai mass media, agli autobus affollati,
al traffico e a  milioni  di  parolai, la gente cerchiamo di
evitarla o per lo meno non abbiamo piu' la voglia e il tempo
di approfondire.  Talvolta mi rendo conto di essermi  scelta
un hobby che pur essendo pieno di soddisfazioni, puo' essere
anche  molto  frustrante, ed e' di questo appunto che voglio
parlare e se non  saro'  sufficientemente breve, vorra' dire
che mi lincerete alla mia prossima apparizione  in  pubblico
usando gambi di rose rosse e code di tigre imbalsamate.  Per
mia   fortuna  e  per  vostra  somma  disgrazia,  io  ho  la
possibilita' di potere passare  piu'  tempo di altri davanti
alla tastiera e in questa posizione mi ritrovo a parlare con
una vastissima gamma di persone, tra le piu' disparate,  con
programmatori,  con  studenti,  con  ingegneri e perfino con
poeti, musicisti,  canoisti  (giuro,  anche  canoisti) e chi
piu' ne ha piu' ne metta e tutto questo mi  porta  a  vivere
esperienze  che sono ampie come e' ampio il numero e il tipo
di  utenti  che  passano   di   qui.   E  qualche  volta  e'
terribilmente frustrante, dal caso  limite  dell'utente  che
chiama  il  chat  unicamente per riempirmi di parolacce, che
per  fortuna  e'  una  rarita'  ,  all'utente  che  entra  e
lentissimamente scrive banalita',  anche  questi per fortuna
pochissimi, ma quello che mi permette di  non  scappare  via
sono tutti gli altri.  Quelli che entrano in punta di piedi,
dolcemente,  rendendosi  conto  che  di la' del filo c'e' un
essere umano, per esempio,  o  quelli che sono completamente
folli come me e che rendono il chat  meritevole  del  teatro
Ciak,  quelli  che scrivono i verbi giusti al posto giusto e
coi  tempi  giusti  e  che  ti  corteggiano  con discrezione
(esperienza che temo gli atri sysop non  possano  provare...
peccato!)  facendoti  sentire  bella  anche se non ti vedono
(che scusate se e'  poco,  ad  una  donna fa sempre piacere)
quelli con i quali parli di  arte  e  poesia,  di  musica  e
fantascienza,  scoprendo sempre cose nuove, e poi quelli che
scoprono che si puo' instaurare  un rapporto di amicizia, di
confidenza, pure attraverso un cavo.   Spesso  sono  i  miei
stessi  utenti  che  mi  fanno  le domande piu' strane, come
quello che mi chiede:  ma  qualcuno  si e' mai innamorato di
te?  ma tu ti sei mai innamorata di  qualcuno?   ma  tu  sei
vera o fai solo finta?  ma non ti stanchi?  ma sei sempre tu
o  siete  piu'  persone?   qualche  volta  mi  hanno perfino
chiesto se per caso ero un programma come Eliza (qualcuno se
lo ricorda?  un programma in  Basic  che simulava il modo di
parlare di uno psicologo) e conservo ancora con  piacere  il
ricordo  di  un chat con un utente sulla falsariga del: sono
la  segreteria  telefonica   intelligente  di  Tiny...   era
spiritoso, pronto e divertentissimo e  fu  un  chat  davvero
mitico.   E  tutto  questo  ti  ripaga  delle volte che devi
convincere  il  tipo  di   turno   che  il  questionario  e'
necessario, che e' prassi normale in tutti i bbs, che e' sia
per proteggere il suo account che per proteggere me  stessa,
e   lunghe  diatribe  sul  perche'  e  il  percome,  perche'
naturalmente e' uno  che  vuole  il secondo livello, perche'
quelli che entrano e se ne stanno al  primo  senza  chiedere
nulla mi stanno anche bene, le discussioni cominciano quando
vogliono  un  accesso  piu'  ampio!   Naturalmente  qualcuno
pensera':  ma  sei scema che ti pigli tutta questa briga?  e
infatti alcune  volte  mi  rispondo  di  si,  ma certe volte
scopro che ne valeva la pena, specie se l'utente capisce  le
mie ragioni e fa il bravo cucciolo, e talvolta capita che da
una  di queste discussioni nasca un buon messaggiatore.  Non
lascio mai niente  di  intentato  e  do  sempre  a tutti una
seconda  possibilita'  (una  terza  no,  sono  buona,   mica
fessa!)...   la  mia  politica so che puo' suonare strana ai
sysop di altri bbs, ma  non  dimentichiamo  che io ho un bbs
che e' esclusivamente una messaggeria e quindi se  non  sono
io  a  condurre  per  mano uno per uno i miei utenti, e' ben
difficile che  facciano  tutto  da  soli.   Anzi  molti miei
utenti arrivano e mi dicono: ma a me interessa parlare  solo
con  te!  E quelli sono davvero i piu' difficili, quelli che
ti fanno pensare di essere  solo  un oggetto, quelli che non
ti pensano manco di striscio quando stanno  bene  e  poi  si
incavolano  come  iene  se  tu non sei disponibile subito ai
loro comandi quando finalmente  ti  degnano di una chiamata.
Non e' facile rendersi conto di quanto sia  difficile  stare
qui dietro, difficile e frustrante, perche' anche io sono un
essere  umano e mi affeziono alla gente e al contrario degli
utenti io non ho nessun modo di essere vicina alle persone a
cui mi affeziono, e se un  utente col quale c'e' un rapporto
di amicizia, non si fa vivo per  mesi  io  non  ho  modo  di
sapere se e' vivo o morto, mentre per l'utente e' molto piu'
facile,  basta collegarsi...  e credetemi questa e' una cosa
con cui sto ancora  imparando  a convivere, cioe' l'idea che
io per  gli  altri  sono  solo  un  monitor  e  che  non  ho
sentimenti  e  quindi non e' necessario curarsi di me quando
non se ne  ha  voglia  o  tempo  o  memoria,  come invece si
farebbe con un qualunque altro amico, amico  che  per  altro
avrebbe  la  possibilita'  di avere tue notizie lo stesso da
altri amici, cosa che  qui non puo' evidentemente succedere.
Tanto per fare un esempio: un utente ha un incidente: se non
lo comunica lui stesso al  bbs  e  agli  altri  utenti,  chi
volete  che  lo  venga  a  dire?   sapete  tizio ha avuto un
incidente.  Oppure chiama la mamma e dice sai che mio figlio
ha avuto un incidente...  oppure  tu  telefoni e la mamma ti
dice sai che ecc ecc...  ma qui questo non si puo' fare,  e'
impossibile.   E  poi magari arriva bello tranquillo perche'
non si e'  collegato  semplicemente  perche'  aveva altro da
fare e si arrabbia perche'  e'  stato  cancellato  e  fa  le
sceneggiate  perche' non ti ricordi piu' chi diavolo e'.  Oh
non sto certo a chiedere  comprensione, sto solo cercando di
dire: MA QUANTO E' DIFFICILE FARE LA SYSOP!   Detto  questo,
smetto  di  annoiarvi,  anche perche' questo tema rischia di
prendermi la mano e  poi  siete voi, poveri utenti indifesi,
che vi dovete piangere un  superdownload  solo  per  leggere
questo noiosissimo articolo.  Concludo ribadendo un concetto
per  me  fondamentale:  non  esitono  utenti  del tale bbs e
utenti del tale  altro,  ma  esistono  persone  che hanno in
comune una passione e che solo per questo dovrebbero  essere
i  benvenuti  ovunque  questa  passione  sia condivisa senza
confini "campanilistici",  considerando  che questa passione
ci accomuna tutti e ci rende un  filino  diversi  dall'altra
gente.   Quindi  il  mio  abbraccio sysoppico va a tutti, ma
proprio   a   tutti,   utenti   e   sysop,   succhiafiles  e
belli, brutti e cosi' cosi' .
                                  La vostra inarrestabile
                                          Tiny Tiger
                                  (Sysop di WIld&Hot BBS)



** MESSAGGISTICA

Contravverro' ad una delle  principali  regole che si devono
rispettare nel redigere un articolo: mai parlare di se'.  Lo
faro' due semplici motivi: il primo e' che non  ho  le  basi
per  parlare  della  messaggistica  sotto il profilo tecnico
(mailer, macro, puntatori, readers);  il secondo, molto piu'
semplicemente, e' che non riuscirei a farlo senza raccontare
la mia esperienza personale, comunicare le mie  impressioni,
o   le   emozioni   che   ho   provato  nel  ricevere  certi
preziosissimi  messaggi.   Spero   che  queste  poche  righe
possano riuscire a insinuare nei pochi di voi che non  hanno
mai  messaggiato  (pochissimi,  spero)  il  dubbio,  o a far
quantomeno lievitare la  curiosita'.   Qualche  giorno fa un
mio amico mi ha detto: "Io non capisco chi  messaggia.   Non
credo  valga la pena di spenderci tempo e soldi.  Preferisco
il  contatto  diretto,  con  le  persone".   Invece  ne vale
proprio la pena, soprattutto perche' e' utile  e  necessario
sottomettersi  al  potere  della parola scritta, in grado di
dare  dignita'   ai   pensieri,   di   rendere  comunicabile
l'impronunciabile.  E vale anche la  pena  di  sottrarsi  al
dominio  che  mamma televisione vanta su di noi, trascorrere
qualche minuto, qualche  ora  di  una  serata davanti ad uno
schermo, ma in condizioni di decidere, reagire alle pietanze
preconfezionate  che  il  convento   passa.    Ebbene,   chi
messaggia  ha  preferito  il masticabile al premasticato, il
contatto interattivo con un  vastissimo universo di opinioni
e  idee,  piuttosto  che  la  banalita'  del  costante,  del
subdolamente imposto.  Chi si siede sulle panchine al centro
di questa piazza virtuale ha la voglia e  la  necessita'  di
incontrarsi,  parlare,  incazzarsi,  raccontarsi,  senza  il
bisogno  della  mediazione di Maurizio Costanzo, e senza per
questo  precludere  la  possibilita'  del  contatto diretto,
della genuina semplicita' di una serata tra  amici,  davanti
ad  una  pizza e una birra.  Vale la pena, vi assicuro, fare
la cresta sul tempo a  disposizione per leggere che qualcuno
vi considera tra i suoi  migliori  amici  senza  avervi  mai
visto,  conoscendo  di  voi soltanto lo pseudonimo.  Vale la
pena anche il confronto  aspro,  lo scontro, dal momento che
e' spesso seguito dalla  riconciliazione,  dall'accettazione
dell'altro  malgrado  i  credo  diversi.   Ne  vale la pena,
credetemi,  non  fosse  altro   che   per  trovarvi  in  una
condizione simile alla mia sul finire di questo articolo, in
cui e' necessario, giusto  e  dovuto  un  ringraziamento  ai
tanti  amici  che,  altrimenti,  non  avrei  avuto  modo  di
incontrare.

                             袴袴袴袴袴袴袴袴袴袴敲
                             箇敲 皆敲敲  敲 
                             ì藁è暠 ì攷è誥暠ì攷è攷
                              è袴袴袴菰 姦誥袴 姦暠 

** BBS E PSICOLOGIA

Vi ricordate  di quando annunciavo che  mi era stato chiesto
di  scrivere  un  articolo  sulle  bbs,  e chiedevo pareri e
critiche in proposito? Era, credo, circa un anno fa. Beh, io
poi l'articoletto l'ho scritto.... perdendoci tra l'altro un
sacco di  tempo, perch il chiarissimo  professore che me lo
aveva chiesto ha cambiato idea  almeno tre volte sul modo in
cui doveva  essere scritto.
Immaginate un  po' come   andata a finire?
Sulle  pagine  di  Psicologia  Contemporanea  di  settembre-
ottobre  1993  c'  un  magnifico  nonch  abbastanza fumoso
articolo  dell'esimio  professor  Giuseppe  Mantovani  sulla
telematica,  che  ha  assorbito  tutte  le informazioni, gli
spunti e i  commenti che io gli avevo  fornito riguardo alle
bbs.
Della sottoscritta,  nessuna traccia!
La  cosa pi  interessante riguardo   a tutto  ci   che, a
quanto  pare, fatti  del genere  sono all'ordine  del giorno
nelle universit.
Non faccio commenti!

Tanti  utenti,  all'epoca,  mi  avevano  chiesto  di  vedere
l'articolo quando sarebbe stato  completato, dato che bene o
male  doveva  parlare  di  tutti  noi.  Bene, eccolo qui. In
realt, mi aspetto che lo troviate assai banale: infatti era
stato scritto per  un pubblico di persone che  delle bbs non
ha  mai  sentito  parlare.  Le  bbs  sono  ormai un fenomeno
parecchio  esteso  in  Italia,  eppure   incredibile quanta
gente  non sappia  nemmeno della  loro esistenza.  Nella mia
universit ci  sono fior di psicologi  sociali, sociologi ed
esperti in teoria delle  comunicazioni che non hanno proprio
idea  di cosa  voglia dire  comunicare con  il computer.  Se
provassimo  a fermare  la gente  per strada  per chiedere se
sanno cos'  una bbs, quanti di  loro credete che saprebbero
rispondere? E se invece chiedessimo che cos' una funny box?

Questo qui  sotto  l'articoletto  in questione... mi  pento
profondamente del titolo (fa pena!  :-) ), ma l'aveva scelto
il    prof.    E    ringrazio    l'Adalpina    per   essersi
involontariamente  prestata ad  una citazione....  purtroppo
non ho potuto darle una fama.
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BBS: UNA MARCIA IN PIU'
"Collegarsi a una BBS  solo  un altro modo di comunicare. E
quindi  di sentirsi  meno soli.  (...) Non  dico che  questo
debba sostituire  i nostri rapporti sociali...   una marcia
in pi, che personalmente sono molto contenta di avere".
("Adalpina")

Che cosa sono le BBS?
"BBS"    l'  abbreviazione  di  "Bullettin  Board  System",
termine inglese di difficile  traduzione. L' equivalente pi
usato in Italia  "Banca Dati"; che non rende la specificit
e la complessit dell' oggetto.
Le  BBS sono  una nuova  modalit di  comunicazione, nata  a
livello amatoriale, paragonabile in  questo senso ai CB (gli
apparecchi che i radioamatori  utilizzano per comunicare tra
loro). Si  tratta di un fenomeno  di grande diffusione negli
Stati  Uniti, estesosi  con rapidit  anche in  Europa e  in
Italia. Per  quanto riguarda la  nostra nazione, la  rivista
Linea  Edp  ha  contato  nel  febbraio  1992, attraverso una
ricerca, pi  di 300 Bullettin  Board System attive.  Questo
numero   era   stato   con   tutta   probabilit  ampiamente
sottostimato; inoltre  da allora  senz'  altro aumentato. A
livello  tecnico,  le  BBS  sfruttano  la  flessibilit  dei
personal   computer,   collegati   alla   linea   telefonica
attraverso un apposito dispositivo  (il modem) e un adeguato
software di comunicazione. Il  loro funzionamento ricorda da
vicino  quello dei  sistemi  di  posta elettronica  usati in
ambiente  di  lavoro.  Attraverso  il  proprio computer, uno
oppure pi  utenti in contemporanea  possono collegarsi alla
stessa  BBS, per  comunicare sincronicamente  tra loro (come
fanno  gli  utenti  di   CB);  o  per  scambiarsi  messaggi,
programmi,  informazioni che  verranno ricevuti  solo in  un
secondo  momento  (esattamente  come  accade  per la normale
posta  elettronica).  E'  possibile  anche sfidare a Risiko,
Scacchi o Tetris altre  persone  che  contattano la medesima
BBS.
Accade   spesso,  attraverso   questo  tipo   di  mezzo,  di
"incontrare" e "comunicare" con persone  che non si sono mai
viste  n  conosciute  in  precedenza,  e  la cui identit 
coperta  da uno  pseudonimo (l'  uso di  pseudonimi  almeno
altrettanto frequente che nei contatti via CB). L' ambiguit
dell'  interazione    resa  ancora  maggiore  dal  fatto di
comunicare  esclusivamente  per   mezzo  di  testi,  scritti
tramite la tastiera del  proprio computer. Quali effetti pu
avere tutto ci sul comportamento degli individui coinvolti?
Il contesto  di comunicazione che la  BBS crea lascia spazio
all' utente (nei limiti  dei controlli esistenti) di crearsi
un' identit diversa da quella  propria, reale. Al limite, 
possibile anche presentarsi come esponenti del sesso opposto
a quello  cui si  appartiene -  opportunit che,  in realt,
viene  sfruttata  molto  di  rado.  Accade  invece assai pi
spesso che  le persone cerchino  e inventino nuove  modalit
per   presentare   se   stessi,   cos   come  realmente  si
percepiscono  e  si  considerano,  sfruttando  le  singolari
possibilit  dell'  interazione  telematica  e  tentando  di
superarne i limiti.
Oltre che  una nuova e interessante  modalit di interazione
sociale, le BBS costituiscono un notevole veicolo di scambio
di  informazioni in  tempi brevi.  Collegando pi  Bullettin
Board System tra loro (ancora una volta, grazie alla normale
linea  telefonica),   possibile  creare  dei veri  e propri
network, attraverso  i quali si  possono spedire e  ricevere
messaggi o testi in tutta  la nazione entro la giornata (che
differenza,  rispetto  al  sistema  postale  nazionale!). In
Italia  esistono  almeno  3  reti  telematiche  di una certa
rilevanza del tipo appena descritto. Una di esse fa parte di
un  network pi  grande, che  estende gli  stessi servizi  a
livello mondiale. Tutte e tre le reti sono state interamente
create e gestite da hobbisti e appassionati del settore.
Gli  utenti  delle  BBS  hanno  substrati  culturali,  et e
provenienze  sociali  diverse.  La  maggioranza  di  essi ha
solitamente a che fare con i computer in ambiente di lavoro.
In generale,  si nota una netta  predominanza numerica degli
uomini sulle  donne: questo dato  rispecchia presumibilmente
la  prevalenza  di  esponenti  del  sesso  maschile  tra gli
appassionati di  informatica. Tutti coloro che  fanno uso di
questo sistema  di comunicazione hanno  una buona conoscenza
del computer e dei rudimenti della comunicazione telematica,
per  lo meno  a livello  pratico. La  necessit di  una tale
conoscenza  rende  in  un  certo  modo "elitario" l'utilizzo
delle BBS,  utilizzo che resta (almeno  per ora) prerogativa
di  quelle  persone  che  sono  in  possesso  di  cognizioni
adeguate; pur essendo potenzialmente alla portata di tutti.

By La Piperita Patty!

** IL MULTITASKING

Spero che il precedente articolo sulle tecniche di caching
sia  stato  interessante  e  comprensibile,  questo  mese si
parlera' di teoria e realta' del multitasking.

Innanzitutto  bisogna  definire   i   "tipi"   di   macchine
esistenti,  i  criteri  di  raggruppamento sono il numero di
utenti contemporanei (uno o  piu')  e  il numero di processi
per utente (uno o piu').
Il caso che a noi interessa maggiormente e'  quello  di  una
macchina che serve un solo utente svolgendo piu' processi in
"contemporanea".
Il  termine  contemporanea e' messo fra virgolette in quanto
in realta'  una  maccihna  monoprocessore  (vale  a  dire la
totalita'  delle  macchine  di  fascia personal e moltissime
workstation) non puo'  svolgere piu' processi contemporanei
avendo un solo processore centrale,  puo'  solo  (in  virtu'
della   notevole   potenza   di   calcolo)   effettuare   un
time-sharing  fra  i  processi  concedendo  quindi parte del
proprio tempo ad  ogni  processo  svolgendo un "polling" dei
processi attivi.
I vari coprocessori che sono presenti  sulla  macchine  piu'
moderne (ad esempio quelli sui controller cache o sulle vga e
sulle  seriali  accelerate)  non sono in realta' in grado di
fare qualcosa in  maniera  indipendente  dalle direttive del
processore principale.
E' a questo punto chiaro che la questione  del  multitasking
e'  strettamente  legata  al software (ed ad alcune funzioni
offerte  dall'HW)  di  gestione  del  sistema  operativo, e'
infatti il SO che si occupa di  distribuire  la  potenza  di
calcolo  fra  i  vari  processi in maniera il piu' possibile
trasparente ai processi medesimi.
Va inoltre considerata la necessita' che il processore oltre
al processo attivo deve servire anche eventuali interruzioni
provenienti dall'esterno  e  che  questa  attivita' non deve
disturbare in alcuna maniera il processo in corso.

Ora che si sono individuate  le  questioni  fondamentali  si
puo'  vedere quali sono i meccanismi HW che permettono il MT
e come il SW li sfrutta.

Innanzitutto e'  necessario  che  il  processore disponga di
almeno due modalita' una supervisore ed  una  utente  e  che
sia possbilie passare da una all'altra a discrezione del SO,
e' inoltre preferibile che sia disponibile un meccanismo di 
paginazione  o  come alternativa minima di un dispositivo di
rilocazione della memoria, sono preferibili numerosi livelli
di  interrupt  distinti   (8  possono  effere  ampiamente
sufficienti).
Vediamo  a  cosa  servono  i  vari   meccanismi   (che   NON
esauriscono  le  diavolerie  che  si  possono infilare in un
processore sviluppato per il MT):
    Le  due  modalita'  servono  a  garantire che i processi
nono possano fare tutto quello che gli pare andando magari a
modificare  i  parametri   che   usa   il   SO  o  accedendo
direttamente all'HW senza supervisione, servono insomma  per
permettere  di  dotare  il  processore  di  istruzioni molto
potenti (e  pericolose)  senza  che  gli  utenti  normali le
possano usare per fare danni.
    La rilocazione serve a fare  credere  ad  ogni  processo
utente di esistere come entita' a se stante, per fare questo
trasforma  in maniera trasparente al SW gli indirizzi logici
del  processo  negli  indirizzi  fisici  in  memoria facendo
quindi credere ad ogni processo di essere allocato a partire
dalla cella di memoria 0, la paginazione  svolge  pressoche'
il  medesimo  compito con la sola differenza che permette di
effettuare la rilocazione in zone di memoria non contigue.
    I livelli di interrupt  servono  invece ad assicurare un
livello  gerarchico  alle  varie   rischieste   al   sistema
(gestione  dei  terminlai, gestione dell'orologio, dell' i/o
su disco ecc...) ed una gestione intelligente delle medesime
(p.e.  non ha senso interrompere il servizio ad una tastiera
per  servirne  un'altra,  mentre  ha  senso  interrompere il
servizio alla tastiera per  gestire  quello  dell'orologio),
serve  inoltre  a  permettere  la  gestione delle cosiddette
"sequenze critiche" vale a  dire  le operazioni su strutture
dati che devono essere coerenti.

Solo il SO  ha  l'autorita'  di  interrompere  un  qualunque
processo  in  corso  (anche  eventualmente  avviato  dal  SO
medesimo) e lo fa secondo un criterio della priorita'.
Normalmente  il  processo  in corso fa tutto quello che deve
fare fintantoche'  non  interviene  un  interrupt,  a questo
punto il  SO  interviene  e  verifica  se  il  livello  dell
interrupt in arrivo e' maggiore del livello di priorita' del
processo  in  corso e decide se servirlo o se accodarlo e si
comporta di conseguenza; qualora decida di servirlo mette il
sistema nel massimo livello di  priorita',  salva  tutte  le
informazioni  sul prcesso in esecuzione e lo mette a dormire
dopodiche' porta la priorita' al livello dell IRQ (interrupt
request) che deve  servire,  svolge  tutto  il  lavoro e poi
risveglia il processo  precedentemente  in  esecuzione  dopo
averne  recuparato tutte le informazioni: risultato l'IRQ e'
stato servito e il processo non  se ne e' accorto (al limite
se ne e' accorto l'utente davanti al terminale).
Questo e' pressoche' standard in tutti i sistemi  che  hanno
una  minima  velleita'  di  MT,  le differenze sorgono nella
gestione dei processi.
Il vero MT  e'  quello  detto  preemptive mentre quello piu'
diffuso sulle macchine IBM e Macintosh e' una  forma  di  MT
cosiddetta "collaborativa".
Nel    MT   preemptivo   in   corrispondenza   all'interrupt
dell'orologio e' associato un  test  che  fa la verifica del
tempo rimanente al processo in corso, questa verifica  viene
effettuata  pressoche' sempre tranne che durante le sequenze
critiche (le quali  per  norma  devono  essere il piu' breve
possibile)  dato  che  la   sua   priorita'   (come   quella
dell'orologio stesso) e' normalmente il livello subito sotto
al massimo, questo significa che quando scatta l'orologio il
processo  in  modalita' utente che abbia esaurito il proprio
tempo viene bloccato e addormentato  volente o nolente ed il
controllo della macchina passa al processo successivo.
Nel MT collaborativo invece la condivisione del tempo invece
e' lasciata interamente all "buona  volonta'"  dei  processi
utente i quali devono rilasciare esplicitamente il controllo
del  processore  (ovviamente  in  caso di loop e' ovvio cosa
succede) con la conseguenza  ovvia di permettere a qualsiasi
processo di minare la stabilita' del sistema.
In un MT preemptivo anche i loop vengono  invece  interrotti
in quanto vengono sempre eseguiti a livello utente e non  in
sequenza critica (ci si augura).

Un  paio  di  esempi; Con windows il vostro amato WW2 decide
che la  stampante  gli  sta  antipatica  e  va  in sciopero,
risultato: nella migliore delle ipotesi  potete  TENTARE  di
terminare l'applicazione, generlamente potete tentare un bel
reset (con le ovvie conseguenze)
Sempre  con  windows  il  bellissimo C.Draw 3.0 viene da voi
incaricato di fare il trace  di  una  immagine di un mega in
b/n, voi sareste contentissimi di fare altro nei  25  minuti
che  ci impiega su una macchina 486/25 ma il povero trace e'
un po' sbadato  e  quindi  si  dimentica  di permettere ogni
tanto che  la  macchina  la  usi  anche  un  altro  processo
(windows incluso)
Un  simpatico applicativo sotto windows ha la brillante idea
di cercare di scrivere  da  se'  le proprie infos nelle aree
dati di windows facendo crashare l'intero  sistema  in  modo
irreversibile.
Una  fila  di questi inconvenienti si riesce ad averli sotto
gli occhi tutti i  giorni  in ambiti anche professionali per
cui non mi dilungo in descrizioni di catastrofi.
Un  MT  preempitivo   invece   impedisce   al   99%   questi
inconvenienti  per  le  proprie  peculiarita'  e  per questo
motivo ,merita di essere definito come l'unico vero MT.


** SOFTWARE: 3D STUDIO

Titolo:                      3D STUDIO V3.0
Software house:              Autodesk Retail
Tipo d'uso:                  Grafica 3D, uso professionale
Ambiente operativo:          Dos 3.3 o superiore
Processore minimo richiesto: 386
Coprocessore richiesto:      Intel 80387, Weitek 3167/4167
Memoria RAM richiesta:       4Mb minimi
Scheda grafica richiesta:    Vga (Svga supportate)
Periferiche richieste:       Mouse
Prezzo:                      5.400.000 + iva


Ancora  piu'  potente  e  veloce  questo  programma  per  la
modellazione 3D e l'animazione professionale tridimensionale
anche a livello "broadcasting".
Nella nuova versione 3D  Studio  la  velocita' e la qualita'
della funzione di rendering (elaborazione di luci e  colori)
a  64  bit  e'  stata aumentata di 6 volte, sono disponibili
funzioni di morphing, si  possono gestire le mappe riflesse,
le trasparenze  e  le  operazioni  booleane  nella  fase  di
modellazione.   Funzioni  di estrusione e allineamento di un
oggetto   lungo    qualsiasi    percorso.    Molti   effetti
speciali anche in fase di animazione.  Il modulo video  post
production   e'   un  Cd-Rom  che  racchiude  piu'  di  1000
materiali, oggetti ed animazioni 3D.
3D Studio puo' lavorare sia  con  i files creati con AutoCad
che con quelli ottenuti con Animator Pro.  Si posso trattare
files DXF.  La conversione di files in formato DXF  permette
il  controllo  dei  layer e dei colori di appartenenza delle
entita' senza limitazioni sul numero di entita' importate. 
Si possono cosi' trasformare immagini wire-frame in immagini
fotorealistiche  3D  per  visualizzazioni  archittetoniche o
industriali.  Supporto per i files di  Adobe  Illustrator  e
per  i  fonts Postscript Type 1, l'environmental mapping, il
controllo del percorso di  movimento, la distribuzione delle
ombre e il miglioramento della  gestione  delle  periferiche
video.   3D Studio permette inoltre di definire un numero di
luci illimitato.  Acquisizione di  brani video da telecamera
e videoregistratore. Numerose le opzioni di output.


Configurazione raccomandata:
Processore: 486DX/33 (o DLC-40) + co.
Memoria: 8Mb
Video: Svga 640x480x256
Ambiente operativo: MsDos 6.0

                                  Mak
                          (Sysop di Celebry BBS)

** PROGRAMMAZIONE

Si ringraziano Brian  W.  Kernighan  e  Denny  M. Ritche per
avermi dato il  soggetto  di  questo  breve  ma  utile  (?!)
trattato.   
Si avverte inoltre Peter Norton che non  ho  piu'  tempo  di
dargli  lezioni  private.   Chiunque  di  voi  lo vedesse e'
pregato di diglielo (con gentilezza, magari)
               旼컴컴컴컴컴컴 
               쿔NTRODUZIONE  
               à컴컴컴컴컴컴ù 
Cos'e' il C language  ?   E' un linguaggio di programmazione
nato negli anni 70  (non  ditemi  che  vi  frega  di  sapere
l'anno esatto!) su macchine UNIX e derivato da un linguaggio
precedentemente  scritto  chiamato  linguaggio  "B".    (che
fantasia!)  Voi  a questo punto penserete:"prima ancora deve
esserci  stato  il   linguaggio   A!".Siete  liberissimi  di
pensarlo : fatemi sapere pero' se sono qua per  imparare  da
voi  o  per  insegnare  quello  che  so!!  (mezz'oretta e ho
finito....)  Il  C  e'   un  linguaggio  compilato,  il  che
significa che a differenza dei linguaggi interpretati  (come
ad esempio il Basic) rende il programma eseguibile una volta
per  tutte,  controllando  per  prima  cosa  gli  errori  di
sintassi,  poi  trasformando  il sorgente in c in linguaggio
macchina (con estensione obj) e  infine , mediante il LINKER
unisce il programma cosi' fatto con  le  varie  librerie  di
funzioni  di  cui  il  programma  necessita.   Perche' tutto
questo?  In questo modo diventa molto piu' lento controllare
che un programma funzioni, togliere le miriadi di errori che
ai primi tempi inevitabilmente si commettono ecc.!!  Infatti
il C non e' nato come linguaggio semplice (un po' di sadismo
da parte dei costruttori?)  ma come linguaggio a medio-basso
livello.   Difficile  da  programmare  ma  con  possibilita'
enormi.  Inoltre un programma compilato e' molto piu' veloce
di un programma analogo interpretato, in quanto e'  gia'  in
linguaggio macchina!.

旼컴컴컴컴컴컴컴 
쿗EZIONE # 00001  (Non pensate che le finisca tutte oggi!!)
à컴컴컴컴컴컴컴ù  

Una  caratteristica importante del C e' che i comandi veri e
propri sono pochissimi!  Tutta la  gestione del I/O (input -
output) avviene mediante  delle  funzioni  presenti  in  una
libreria.   "Mi  scusi,  che  cos'e'  una  libreria?"  Bella
domanda!  Una libreria e' un insieme di funzioni che vengono
raggruppate  per  genere (e soprattutto per comodita') in un
unico file e deve  essere  "inclusa"  nel sorgente per poter
usufruire di tutte le funzioni che contiene.

vediamo un piccolo esempio?  Tanto  per  cambiare,  facciamo
scrivere  sullo  schermo  la  frase  "Hello world".  (non mi
manca la fantasia, eh?)

#include 
main()
{
	printf ( "Hello world \n" );
}

Semplice, no?
Analizziamo riga per riga:

1) #include  : questo comando permette di includere
la libreria  stdio.h  che  contiene  tutte  le  funzioni per
l'input-output  tra  cui  anche  la  funzione  printf  (fate
attenzione: non e' un  comando  ma  una  funzione,  pertanto
necessita  di  un  argomento tra parentesi rotonde e inoltre
restituisce un valore, che in questo caso non e' utilizzato)

2)main() : un'altra funzione.   E' l'unica funzione che deve
necessariamente esserci in  un  programma!   A  cosa  serve?
dice al compilatore dove comincia il programma vero proprio,
che  deve  essere  racchiuso  nelle  parentesi graffe che la
seguono.( corrispondono al BEGIN END del pascal)

4) printf  (  "Hello  world  \n"  );  :  la  funzione printf
permette la stampa a video (standard output)  di  quanto  e'
contenuto  nelle  sue  parentesi.   In  questo  caso  e' una
stringa di caratteri.  "Mi scusi,  che vuol dire \n "? Bella
domanda.  '\n' rappresenta il carattere di ritorno  a  capo.
Se   avessimo   voluto   scrivere,  ad  esempio  sulla  riga
successiva dello  schermo  anche  la  parola  "ciao" sarebbe
stato  sufficiente  modificare  la  linea  in  questo  modo:
printf("Hello world \n ciao"); Da notare che lo  spazio  che
c'e'  tra  '\n'  e "ciao" produce un spazio all'inizio della
seconda riga,  cosi'  come  anche  lo  spazio  prima di '\n'
produce uno spazio subito dopo  la  frase  "Hello  world"  e
subito  prima  del  carattere  di ritorno a capo (lo si puo'
lasciare  per  rendere   il   piu   leggibile  possibile  il
sorgente).  Per evitarlo e' sufficiente toglierlo:

printf("Hello world\nciao");

Importantissimo  il  puntoevirgola  alla  fine!   Uno  degli
errori che piu' frequentemente fanno  perdere  tempo  e'  il
dimenticarsi di mettere il maledetto puntoevirgola alla fine
di  ogni funzione.  Attenzione: se una funzione (come main()
) vuole le parentesi graffe non e' piu' necessario!

quasi quasi dico che e' finita la prima lezione....

Zeno

** JOE SATRIANI

Venerdi' 12 Marzo 1993 Sesto S. Giovanni
Joe Satriani per la prima volta in Italia...
un solo commento:
 
           IMMENSO
 
Due ore di pura follia  per i 4000 spettatori del Palasesto,
uno show grandioso, tiratissimo anche nei momenti acustici.
Per  la  cronaca  Satch   ha   cambiato   quattro   chitarre
elettriche.
Ha  iniziato  con  la  Ibanez  Argentata di Flying In a Blue
Dream per poi passare alla  Verde dell'ultimo disco, poi una
Ibanez Nera vecchia, ed infine un nuovo modello in legno non
colorato.  Inoltre ha usato due chitarre acustiche, una  per
fare  Tears  in the Rain e l'altra (credo fosse una Ovation,
ma e' strano perche' ha l'endoorsment Ibanez) per I Believe.
Joe ha tirato fuori il meglio del suo repertorio: Flying  in
a  Blue  Dream, Big Bad Moon, Ice 9, One Big Rush (veramente
immensa...), Big Bad Moon, Surfing with the Alien, Memories,
Summer Song, Satch Boogie e molte altre...
L'acustica era sorprendentemente  buona,  almeno  per me che
ero alla destra del palco,  lui  e'  stato  pulito  come  al
solito,  e  il  gruppo  che  lo accompagnava non ha perso un
colpo  (grande  il  batterista  Gregg  Bissonette,  gia' con
D.L.Roth, Steve Vai e Billy  Sheean,  che  s'e'  sparato  un
assolo potentissimo...).
Insomma  chi  non  c'era,  s'e' perso il concerto piu' bello
dell'anno.
K

** VAN HALEN

Secondo  appuntamento  imperdibile   per  gli  amanti  della
chitarra!  Dopo Satriani, Eddie Van Halen a 15 anni dal  suo
primo  disco,  arriva  in Italia in Tour...  In apertura per
scaldare un po' gli  animi  c'erano i Little Angels bravini,
un rock commerciale ben fatto, insomma promossi.
 
E cosi' alle 21:00 esatte le luci del  Palatrussardi  (pieno
zeppo  ci saranno state almeno 10.000 persone) si spengono e
nel buio risuonano  le  "fatidiche"  parole di Haggar "HELLO
BABY" seguite da Eddie che  sfoga  un  trapano  sulle  corde
della   sua  chitarra.   Si  inizia  subito  in  quinta  con
Poundcake,  Judgement  day,Runaround,   Why  Can't  this  be
love...  Sinceramente mi ero avvicinato un  po'  dubbioso  a
questo  concerto,  i  miei  dubbi  nascevano dall'uscita del
disco e  della  videocassetta  dal  vivo,  che  non mostrava
Eddie&C in gran forma.  Mi  sono  dovuto  ricredere  dopo  i
primi  pezzi  sono praticamente impazzito, il Live ufficiale
non e'  riuscito  assolutamente  a  catturare  la potenza di
questa  band...   Haggar  e'  riuscito  a  far   dimenticare
definitivamente  David  Lee Roth, ex-cantante della band, ed
infatti nello show i pezzi  sono stati quasi tutti presi dai
dischi col nuovo singer.   Uniche  eccezioni  Panama,  Ain't
talking about love,Jump (Mitica...) e You really got me now.
Dove  pero'  Sammy  ha dato una gran prova!  Come tradizione
tutti  i  componenti  si  sono  esibiti  anche  in  versione
solista:  Michael  Anthony  ha  suonato  il  suo  Basso JACK
DANIELS dappertutto contro le casse,  prendendolo  a  pugni,
sulle  aste  dei microfoni.  Alex Van Halen, si e' scatenato
in un assolo di batteria, con tanto di struttura motorizzata
che lo ha  fatto  alzare  praticamente  fino al soffitto del
Palatrussardi.  Sammy Hagar ha fatto un pezzo acustico di un
suo vecchio disco solista "Eagles Fly"  veramente  notevole.
Ed  infine Eddie ha fatto il mitico 316...  ogni commento e'
superfluo.  Due ore di concerto tiratissime dall'inizio alla
fine, dove si sono inseriti  altri  pezzi fra cui Right Now,
Pleasure Dome, When it's love, Finish what ya started e  una
versione  potentissima  di  Top  of  the  World.   Veramente
immensi.  Il piu' bel concerto a cui io abbia mai assistito.
K


** TERZAPAGINA

  Abbiamo sentito parlare spesso  di realta' virtuale, senza
  sapere bene  che  cosa  si  intenda  dire  con  cio'.   Ci
  immaginiamo  che  la  realta'  virtuale  sia solamente uno
  spazio,  ciberneticamente  inteso,   in   cui  la  realta'
  sensoriale *soggettiva* viene ingannata  da  una  macchina
  (virtualmente un computer), attraverso strumenti grafici e
  sensori  tattili  adeguatamente  preparati  a  creare  una
  realta' del tutto illusoria.

  Ma  nessuno  ha  mai  parlato del fatto che il luogo primo
  dell'inganno  virtuale  e'  la  mente  umana  stessa.   Un
  Role-Play  Game  e'  un  luogo  immaginario,  virtualmente
  riproducibile.  La Divina  Commedia  di  Dante e' un luogo
  immaginario,   virtualmente    possibile.     Il    teatro
  rappresenta  solo "MONDI POSSIBILI", verita' probabili.  E
  il  sogno  stesso  e'  realta'  virtuale  (nel  senso piu'
  stretto).

  Persino  un  chat  multilinea  rappresenta   un   incontro
  testualmente  virtuale  in  un  luogo solo topologicamente
  vero, e vero solo in senso astratto.

  Persino la Logica  Aristotelica,  e  la Geometria Euclidea
  sono soltanto una realta' virtuale.  Verisimile.   Ma  non
  vera.


     In  TERZAPAGINA  (Rendez-Vous  BBS) sono spesso saltati
  fuori  argomentazioni  simili.   E  Similarmente  e' stato
  affrontato solo l'aspetto  piu'  eclatante  della  realta'
  virtuale:  il Film "il tagliaerbe", le macchine che creano
  realta' virtuali con  oggetti tattilmente evidenziabili, e
  i Cyber-libri di Gibson.

  Scordandosi  dell'aspetto   piu'   umano   della   realta'
  virtuale,  l'implementazione  del  soggettivo strettamente
  personale come e' il  sogno, in una realta' colettivamente
  soggettiva, come e' la Realta' virtuale.

   E ogni implicazione filosoficamente esprimibile.

   Verita' o Falsita' della  realta'.   Verita'  o  Falsita'
   dell'esistenza   dell'io.    Verita'   o  Falista'  della
   Virtualita'.


       Parallelamente che  ad  una  realta'  si  sviluppa un
   altra   realta'   puramente   concettuale   (la   realta'
   virtuale), la realta'  vera  rischia  di  impoverirsi  di
   concetti.   A  nessuno  sfugge il fatto che se uno schema
   cerebrale  fosse  elettronicamente  riproducibile, l'uomo
   potrebbe duplicare non se stesso (il corpo),  ma  il  SE'
   (la mente) in mille e mille copie viventi.  Cosi' come si
   copia infinite volte un programma.

   E  ognuna di queste copie potrebbe vivere in ogni realta'
   fisica,  o  in  qualsiasi  realta'  virtuale.   E  questo
   renderebbe indistinguibile cio' che  e'  vero da cio' che
   e' falso.

   E  dato  che  la  verita'  e  solo   una   questione   di
   interpretazione  delle  informazioni,  il cui significato
   dipende dal soggetto (o  da  un a moltitudine di soggetti
   in   accordo   su   alcuni   punti   basilari),   diventa
   virtualmente indistinguibile cio' che e' vera realta'.  E
   filosoficamente impossibile.

   E  diventa  virtualmente  possibile  l'immortalita'   del
   pensiero.     Del   pensare.    Della   vita   cerebrale.
   Dell'esistenza del SE'.


Frank Castle

** IL FOOTBALL AMERICANO

Il Football Americano,  come  dice  il  nome  stesso, e' uno
sport tipicamente statunitense.  L'  importanza  che  questo
gioco  ha negli U.S.A.  puo' essere quantificata se pensiamo
che l'ultima domenica di Gennaio, quando tradizionalmente si
gioca  il  Superbowl,  la  finale,  tutti  gli  Stati  Uniti
d'America si fermano.   Purtroppo  il  football e' uno sport
quasi completamente ignorato  in  Europa,  e  certo  la  sua
diffusione  e' molto limitata.  Questo e' dovuto in parte al
fatto che viene ritenuto uno sport con troppe regole, troppo
complicato.  Se vogliamo, e' tutto vero: a un profano riesce
difficile capire  il  gioco  soltanto  guardandolo  in TV, e
percio' non  riesce  ad  entusiasmarsi  per  un  lancio  del
"Quarterback"  o  per  una  splendido  "field  goal"  da  45
yards...
Questo  articolo  vuole  spiegare, brevemente, le principali
regole del  football  americano,  per  far  si' che chiunque
possa, con queste piccole  spiegazioni,  avvicinarsi  a  uno
sport tanto spettacolare quanto sottovalutato.
IL  CAMPO:  Il  campo  di gioco e' un rettangolo d'erba o di
superficie sintetica.  Ha  una  lunghezza  di  100 yarde (80
metri) piu' due "end zone" alle estremita'.  Le  "end  zone"
sono  le  cosiddette  "zone di meta".  Il campo e' diviso da
righe bianche che segnano ogni yarda (80 cm) di lunghezza, e
da righe  che  attraversano  completamente  la larghezza del
campo di gioco e che segnano i multipli di 10 yarde.
Visto dall' alto ha piu' o meno questo aspetto:
旼쩟쩟쩟쩟쩟쩟쩟쩟쩟쩟쩟쩟쩟쩟쩟쩟쩟쩟쩟쩟쩟쩟쩟쩟쩟 - - -
                                     
         10       20       30       40
쿐                                           
쿙                                    
쿏                                    
                                     
쿩                                    
쿚                                                 
쿙                                    
쿐        10       20       30       40
                                                  
à컨좋좋좋좋좋좋좋좋좋좋좋좋좋좋좋좋좋좋좋좋좋좋좋좋 - - -
LO SCOPO DEL GIOCO:  semplicemente  portare  la  palla  all'
interno della end zone avversaria.  A differenza del calcio,
del basket  o  della  pallamano,  nel  football  mentre  una
squadra  attacca l' altra deve obbligatoriamente difendersi,
e non ha la  possibilita'  di  attaccare  (a meno che non si
verifichino certe condizioni che  vedremo  piu'  avanti  nel
tempo).    La  squadra  che  attacca  ha  a  disposizione  4
tentativi, chiamati "down",  per  far  percorrere alla palla
almeno una lunghezza di  10  yarde  di  campo.   Per  questo
motivo  sentirete  spesso   frasi  tipo  "secondo   down,  4 
yarde", frase  che significa che la squadra  che  attacca e' 
al  suo  secondo  tentativo  e  che  le  mancano 4 yarde per 
conquistare  altri  quattro  tentativi, meta indicata con la
frase "conquistare il primo down".  Se la squadra non riesce
a portare la  palla  oltre  le  fatidiche  10 yarde il gioco
passa alla squadra avversaria, che giochera'  la  palla  nel
punto in cui si sono fermati gli avversari.   Se  invece  la
squadra  riesce  a  conquistare  tutto  il campo, e porta la
palla oltre la  linea  di  meta,  segna un "touch-down", una
meta che vale 6 punti. 
Questa e' proprio la base del football americano, il  minimo
necessario  per  poter guardare una partita e capire cosa ci
fanno quegli strani numeri sul video...
Ovviamente il gioco e' un po' piu' complicato.  Nei prossimi
articoli spiegheremo i concetti  di  PUNT, FIELD GOAL, PUNTO
ADDIZIONALE, e tutto o quasi  cio'  che  e'  necessario  per
poter dire di amare l' american football.

                 靈   BYE * BYE 翎   *    *
                  翎翎쫴ò翎   프왜ò 쫴ò翎
                 聃淪ù냘닉볐   聃ù  냘닉볐



** LETTERE AL CT

Questo mese non ricevuto neanche una lettera :-(
Ma sono ottimista, se non ho ricevuto critiche vuol dire che
va tutto bene.
(Si, ma scrivetemi lo stesso :-) )

** L'ULTIMO

UOMINI O COMPUTERS ?

Spesso  si  tende  a  confondere il mezzo con cio' che ne fa
uso.  Mi e' capitato spesso  da  quando sono nel mondo della
telematica  (piu'  o  meno  2  anni)  che  quanlcuno  non si
rendesse effetivamente conto che stava  parlando  con  delle
persone!.
Non sto scherzando, non faccio i nomi, ma e' proprio vero,ho
sentito alcuni commenti  aberranti.   E' bene rendersi conto
che dall'altro capo del filo c'e' un essere umano, che prova
sentimenti e sensazioni, una persona che ragiona e  che  non
e'  certamente piu' stupida di te.  L'insulto telematico non
fa meno male dell'insulto  telefonico  anche se magari e' in
differita di giorni; dico questo perche'  ho  spesso  notato
insulti  gratuiti,  anche  molto  pesanti.   Girando  tra le
messaggerie di videotel ad  esempio  c'e' molta gente che si
diverte a  giocare  con  i  sentimenti  di  chi,  forse  per
solitudine  o  forse  per  fesseria,  gli  crede.    Conosco
parecchie  persone  che  hanno  avuto  piu' di una delusione
telematica che magari e' durata parecchio tempo.
Siamo persone non computers!  Non basta fare CTRL-ALT-CANC e
il gioco e' finito!

                   複複複複複複複複複複複複複複複複
                         複   複複 複複    
                       俳 俳    嘗콘 俳콥  嘗콕
                         賽   賽賽      賽賽



** REDAZIONE

  LA REDAZIONE PORGE L'ESTREMO SALUTO A NINTENDO-MAN
  "NINTE' SARAI SEMPRE NEL NOSTRO CUORE"

 旼컴컴컴컴컴컴컴컴컴컴컴컴컴컴컴컴컴컴컴컴컴컴컴컴컴컴컴커
                                                         
    CORRIERE TELEMATICO           N.2, Novembre 1993     
                                                         
    Direttore      : The Spy                             
                                                         
    Vice-Direttore : Runaway                             
                                                         
    Redazione:                                           
         Kappa, Satoru, Ridge Forrester, Zeno            
         Frank Castle, Captain Britain, Mak              
                                                         
    La redazione ringrazia:                              
       - Tiny Tiger per l'editoriale                     
       - Piperita Patty per l'articolo                   
                                                         
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     Cornucopia      BBS: 02-29528616                    
                                                         
     e altre ancora.... scriveteci quali....             
                                                         
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